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Benvenuti nel Blog dell'Associazione Culturale XII - Edizioni XII
mercoledì, 10 dicembre 2008
SuperGeloCome sapete, per ragioni umanitarie noi dodicini diamo una mano ai ragazzi disgraziati e sderenati della Tela Nera. Tanto che ne abbiamo accolti diversi nelle nostre fila. Sono le "quote nere", in pratica; che no, non è una cosa di neonazismo.

Costoro, i "telanerini", usano ritrovarsi ogni anno con l'avvento delle vacanze natalizie e relative abbuffate, in modo da svincolarsi una volta ogni tanto dal sodalizio digitale dei loro avatar, esportandolo nel mondo reale. Cosa piacevole, ma difficile a compiersi vista la diffusione geografica a largo spettro degli esemplari in questione.
Sì, sono ovunque.
Potreste averne magari uno come vicino di casa e non lo sapete.
Pensateci.

Conoscete il mio interesse per l'antropologia e per la teratologia, nonché per la fantarcheologia, per cui non stupirà troppo che anche io, insieme a Luigi Acerbi (il cui interesse per la Scienza di frontiera è altrettanto ben noto) e Valentino Sergi (il cui interesse per il fumetto et cetera), sia stato presente a una parte dell'ultimo, recentissimo, di questi bizzarri eventi.
Tengo a sottolineare, a una parte.
Superata una certa ora i telanerini hanno cominciato a mostrare alterazioni psicofisiche tali che Lovecraft avrebbe immediatamente provveduto a uno svenimento del protagonista. Per fortuna né Luigi, né io, né il buon Valentino, siamo personaggi di Lovecraft, per cui invece di svenire siamo fuggiti veloci verso lo shoggoth-metrò, che ci ha ricondotti verso lidi amici. Ma più ricchi dentro di esperienze borderline.

In questi giorni, su vari Webcosi, stanno fiorendo testimonianze della faccenda. Se siete miscredenti, potete visitare per esempio Midian, Gelostellato, o il forum de LTN.
Buona fortuna. E prima di cliccare, se avete bambini, voltate lo schermo del monitor. 

domenica, 05 ottobre 2008
il logo del festival Fronte del CortoIl prossimo weekend (10, 11, XII ottobre) una piccola delegazione di XII (pare composta di pessimi figuri) marcerà verso l'Umbria, per prendere parte in veste di sponsor ufficiale al Festival Fronte del Corto 2008, di cui già avemmo modo di parlarvi, ricordate?
Ecco, dicevamo.
Noi saremo lì. Voi se ci fate un salto vi divertite perché la manifestazione sarà bella e interessante, e in più ci facciamo pure quattro chiacchiere.
Vi aspettiamo? :-)

PS Se volete vedere il programma completo della manifestazione, date un'occhiata qui.

giovedì, 02 ottobre 2008

“E pensare che fino a poche ore fa ero convinto di non esserci”.

Questo è il mio principale pensiero, mentre la mia macchina scivola leggera seguendo il corso della Tangenziale Est.

I lampioni giallastri, i fanali rossi di chi mi precede e quelli bianchi di chi mi segue sono l’unica fonte di luce, in una giornata che si è fatta sera troppo in fretta.

Uniche compagnie, in quel viaggio solitario e improvvisato, le voci di Tobias Sammet, imprigionato nell’autoradio, e di Luisa, il mio fedele navigatore satellitare. Senza di lei mi perderei anche per andare al supermercato, ormai.


Intanto fervono i preparativi

Proprio grazie a Luisa l’arrivo all’Elf’s Inn, luogo deputato a ospitare le XII e Una Notte di quel 25 settembre, è cosa facile e rapida. Un po’ meno trovare parcheggio. Dopo dieci minuti a vagare concludo che Sesto San Giovanni è la città con più auto parcheggiate per abitante. Poi la fortuna mi assiste, nella persona di un autoctono ansioso di liberare un posto proprio mentre sto passando io.

 

Sulla porta del locale trovo un piccolo capannello di gente che discute amabilmente. Quando riesco ad arrivare a tiro per i miei miopi bulbi oculari riconosco il Terrore delle Pizzerie in persona, Alec Valschi, che chiacchiera con Alberto Priora, Luca Ducceschi e compagna e altri due amici venuti per gustarsi la serata. Bene, un po’ di pubblico c’è già e la serata non è neanche ancora partita.

Un breve saluto e un fischio da dentro il locale attira l’attenzione di tutti.

Non è un perentorio richiamo all’ordine del Presidente, ma un semplice feedback dell’amplificatore.

Questo basta a ricordarmi che dentro al locale c’è gente che sta preparando una grande serata.

Appena entro noto il barista impegnato nella creazione di un poco simpatico nodo scorsoio. Mi guarda in maniera strana.

Lo saluto con un sorriso prudente e mi dirigo rapido verso l’altra sala.

Lì trovo un Daniele Cadoglio Bonfanti indaffarato, una Elena Lo sorridente, una Valentina Crilosa Erba più stanca di me e un Luigi Emiurgo Acerbi intento a ripassare i testi della serata. Ci sono anche i Diramazioni e ne approfitto per fare loro un saluto.


Preparativi

La prima foto la dedico a Elena, memore del fatto che al XII/LTN Party del XII luglio scorso non era rimasta in nessuno scatto.

 Elena Lo

Terminata la preparazione del… ehm… palco, la truppa si concede un minuto di relax e una Panachè. Proprio in quel momento veniamo raggiunti da Marco Caudullo, noto ai più come il temibile Pecorella75.


Alec Valschi Panachè

Mi rassicura venire a sapere che il nodo scorsoio di cui sopra era un semplice elemento scenografico della serata (ma lo sguardo del barista?).

Di lì a poco, la tonante voce di Elena richiama all’ordine pubblico e partecipanti: le XII e Una Notte inizia!


Elena Lo dà inizio a Le XII e Una Notte

Stranamente, proprio in quel momento, Il Valsecchi si volatilizza in una nuvoletta di Panachè, per poi apparire sul forum di XII (beccato grazie al fiuto da segugio di Pecorella).

 

Verranno letti i tre migliori racconti della settima edizione di USAM, ma nessuno sa ancora quale di questi sarà il vincitore.

Per complicare ancora più le cose Daniele annuncia che verrà fatta una votazione supplementare da parte del pubblico presente. A tale scopo ha portato con sé il suo applausometro tascabile.

Nessuno ci fa caso ed Emiurgo parte con la lettura dello splendido “Rottami”, di Alfredo Mogavero.

Per la prima volta in vita mia mi rendo conto di quanto tridimensionale diventi un racconto, quando viene letto in pubblico da qualcuno.


Emiurgo ed Elena leggono "Rottami"

Ancora di più apprezzo l’entrata in scena di Elena, interprete di uno Uan commovente e fuori posto (o meglio, fuori tempo). Per saperne di più, vi invito a leggere il racconto e a giudicare con i vostri occhi.

Mi ringrazierete.

 

Nella sala accanto il metal più urlato del mondo cerca di incrinare la bella atmosfera che si sta creando. Il pubblico c’è, segue interessato e risponde entusiasta; non lo si può lasciar distrarre.

Occorre qualcosa di sensazionale.

“Invasione Straordinaria”, di Alberto Priora capita a fagiolo.


Emiurgo e Cadoglio leggono "Invasione Straordinaria"

Daniele e Luigi, roboanti anchor man di un telegiornale di Domani, seguono in diretta tutte le fasi di una visita aliena sul nostro pianeta. Il racconto è ricco di ironia, che aiuta a stemperare la tensione degli eventi raccontati.

Più di tutto, però, aleggia nella sala il sospetto che, con i tempi che corrono, certe notizie del mondo reale, e il modo in cui vengono lette, non siano poi tanto distanti da quelle scritte da Alberto.

 

Proprio quando nell’aria comincia ad aleggiare la necessità della sua presenza sul palco, ecco che nella sala si materializza il Vampiro, accompagnato da Paola Milli.

 

Appare il Vampiro

Ed è proprio lui che, insieme al bravo Luca Ducceschi, interviene per presentare al pubblico “Polpa e Colpa”, il frutto di un lavoro di gruppo che ha coinvolto diversi nomi interessanti del panorama horror underground italiano.

 Presentazione di Polpa e Colpa   

Si passa, poi, al terzo e ultimo racconto di USAM, lo struggente “Vorrei Un Attimo” di Stefano Sorice. Una storia d’amore molto particolare (e anche qui non aggiungo altro, andatevela a leggere!), letta con grande partecipazione da Elena.

 

Elena Lo legge "Vorrei un Attimo"

La lettura, da parte di Daniele, di un brano di bollente erotismo da romanzo rosa funge da preludio al clou della serata.

Viene attivato il potente applausometro portatile e si lascia la parola al pubblico.


Applausi  Ancora applausi


Appena viene nominato “Invasione Straordinaria” la gente inizia a spellarsi le mani e strapparsi i capelli. Dopo quindici minuti di applausi il racconto viene decretato il più gradito dai partecipanti e Alberto Priora ringrazia manifestando la sua incontenibile gioia.

 

Alberto Priora
 

Dopodiché viene letta la graduatoria ufficiale, che vede Alfredo Mogavero vincere per la seconda volta un’Edizione di USAM (era già capitato a Marzo).

 

La serata continua, con altre letture tratte da “I Corti di XII” finché Elena chiude l’evento, tra gli applausi di un pubblico divertito e soddisfatto. Ahimè, la mia macchina fotografica mi abbandona, impedendomi di documentare il resto.

 

Elena Lo chiude la serata

Alla fine mi ritrovo di nuovo in compagnia di Luisa e Tobi Sammet, lungo la strada verso casa. Altri lampioni illuminano il mio cammino.

“Meno male che c’ero” è l’ultimo pensiero della giornata.

 

 

Per concludere, altre foto, messe nell'ordine che più desidera Splinder...


 Elena Lo I testi della serataQuattro di Dodici Lettura Erotica/Erogena

Ancora applausi Paola e Alberto


venerdì, 19 settembre 2008

Immaginate uno strumm qualsiasi intento a intrappolare il tempo in un paio di calze a rete.
Immaginatelo curvo a un angolo di vostro gradimento, impegnato a rosicchiarsi le unghie degli alluci.
Immaginate il suo volto cangiante aprirsi in un sorriso quando d’improvviso la vibrazione del cellulare prende a scuoterlo con decisione.
È Marco Slavi, il galoppino monolitico, l’ultima ruota del carro, lo spalaletame, il maltrattato, lo sfruttato, il Malaussène della nostra orda di scellerati.
«strumm?»
Seguono istanti convulsi necessari al recupero del telefono e a una sua pulizia sommaria.
«Sì, chi parla?»
«Ciao, sono Marco.»
«Marco, come ti permetti di chiamarmi?» risponde piccato strumm, giusto per tenere il reietto sulle spine.
«Oh, be’, sì, ehm, scusa, non intendevo disturbarti. Quando potremmo sentirci?»
«Mi stai dando del tu? Così, senza autorizzazione?» infierisce il perfido strumm.
«Ehm, mi scusi, pensavo – ecco...»
«Non ti paghiamo per pensare!»
«A dire il vero non mi pagate affatto.»
«Motivo di più per non pensare, non ti sembra?»
«Certo, scusi.»
«Comunque mi stavo burlando di te! Che mi racconti?» chiede infine il multiforme sfoderando la sua proverbiale giovialità.
«Tutto bene, sono dalle tue parti e mi chiedevo se ci potessimo incontrare per bere qualcosa.»
«Sei a Clerville?»
«Sì, fino a domani.»
«Caspita, vediamoci pure. Va bene dopo cena?»
«Perfetto.»
Segue una noiosa e confusa conversazione volta a definire le coordinate geografiche dell’incontro. Dovete sapere che Clerville è più tentacolare di Bombay e più affollata delle terga di Ilona Staller ai tempi d’oro. Non c’è navigatore che tenga, a Clerville si sarebbe perso anche Livingstone.
Ah, dovete anche considerare che – da vero bastardo qual è – strumm fornisce a Marco Slavi le indicazioni più complicate possibili per giungere sul posto. E Slavi, buono come la mollica del pane e incorreggibile ottimista, non è attraversato dal più lieve dubbio circa l’affidabilità delle indicazioni ricevute. Risultato: due fogli di appunti e scarabocchi in mano a Slavi e un’ora a disposizione di strumm per sputtanarlo a dovere col suo amico proprietario della birreria.
Quando Slavi varca l’uscio uno sciame di sguardi divertiti lo sommerge.
Ma Marco è troppo signore o troppo incasinato anche solo per rendersene conto.
Prima di alzare la testa per individuare l’ultimo travestimento di strumm, deve chinarsi a raccogliere per due volte le risme di fogli che continuano a precipitargli dalle cartelline strette sotto il braccio.
Strumm, impietosito, gli fa cenno dal bancone.
Marco fissa perplesso il guitto rivestito in pelle e borchie che lo saluta e gli indica un tavolo. Si convince che deve essere per forza strumm, nonostante le foto in giro per Internet sono distanti da quel figuro come Rita Pavone lo è da Naomi Watts.
Siedono e ordinano due birre.
Marco continua ad ammucchiare cartelline e scartoffie sul tavolinetto. Posa a terra la borsa del portatile, si sistema gli occhiali e sorride. Sorriso da capro espiatorio, fragile, sottomesso e indifeso. Scruta senza posa il suo mutevole interlocutore. «Allora, hai avuto problemi per arrivare qui?» chiede subdolo il bastardo.
«Eh, no, no. Cioè sì, mi sono perso un paio di volte, ma è colpa mia, sono un disastro con le strade!» si schernisce sorridendo.
«Come mai da queste parti?»
«Mah, oggi dovevo vedermi con delle persone per lavoro: il mio lavoro principale.»
«Ci metti in coda eh?»
«Macché», si giustifica imbarazzato Marco, «è che, sai com’è, bisogna pure portarsela la pagnotta a casa.»
«Cos’è? Sei venuto a battere cassa?»
Marco diventa rosso come un peperoncino di Diamante: «No, no!» si affretta a precisare, «dicevo così, sai come sia entusiasta di lavorare per XII!»
«Marco»
«Sì?»
«Rilassati, sto scherzando!»
Marco sorride e poi si sgonfia, perde tensione e si rilassa sulla sedia. Nel farlo urta le cartelline che si aprono rovesciando per l’ennesima volta i fogli a terra. Strumm trattiene a stento una risata e impietosito lo aiuta a raccogliere le carte. Nel frattempo arrivano le birre.
«Mi spieghi una cosa?»
«Dimmi.»
«Perché non posi anche lo zaino?»
Sì, perché Marco, oltre alla borsa del computer, due cartelline di cartone piene di fogli e il cellulare appeso al collo, ha anche uno zaino a tracolla.
«Cavolo!» esclama ridendo, «non mi ero neanche accorto di averlo ancora indosso. Grazie!»
«Come va?»
«Dici con XII?»
«Sì, che stai combinando?»
«Oh be’, sai, rispondo soprattutto alle mail. Ne arrivano un numero spropositato, non avrei mai creduto. Di gente strana ce n’è parecchia in giro...» lascia la frase in sospeso, un po’ per aumentarne l’effetto, ma soprattutto perché si accorge che qualcosa nel viso di strumm non gli torna. E non è il naso enorme, è qualcosa negli occhi. Sono due, per carità, ma ecco, le iridi continuano a scambiarsi di colore. Almeno così gli sembra. «E allora?» lo incalza strumm.
«Dicevo, ce n’è di gente strana.» Apre una cartellina colma di mail stampate. «A questi devo ancora rispondere. Me le stampo per leggerle non appena ho un po’ di tempo.» Rovista tra i fogli fino a pescare quella giusta. «Vedi, c’è questo Marco C. con cui ormai ci scriviamo da settimane. Vuole proporci un prontuario per l’incontro con gli extraterrestri. Continua a ripetere che ormai è imminente.»
«Extraterrestri?»
«Sì, sì.»
«Caspita, questo è più fuori del sottoscritto!»
Marco ridacchia e continua: «Mi ha raccontato un sacco di cose, dice che lui li ha già conosciuti. Sta preparando una specie di locale dove poterli ricevere al meglio. Vuole che ci siano tutte le cose rappresentative della nostra civiltà e mi chiede consigli.»
«Wow! E tu che gli dici?»
«Perlopiù tendo ad assecondarlo.»
«Non ti farà perdere troppo tempo questo svitato?»
«Ehm, dici?»
«Be’, se sei incasinato, come mi pare che tu sia...»
«Sì, forse sì. Mi sa che hai ragione, ma è che non riesco a non rispondere. Devo rispondere a tutti, no?»
«Sì, sì.»
«Ecco, a volte magari ho difficoltà a definire le priorità. Cosa dovrei fare? Dovrei rispondere in modo più deciso? Dovrei prepararmi delle risposte standard? Dovrei prendere tempo, rabbonirli, raggirarli, dovrei»
«Dovresti calmarti!» lo interrompe strumm. Interrompe quel fiume in piena che diventa Marco quando rompe gli indugi e inizia a parlare. È l’entusiasmo a sopraffarlo. Si sbatte dieci ore al giorno per il suo lavoro principale e non si sa quanto per XII. Il risultato sono occhiaie profonde come pozzi, una barba incolta e capelli da pazzo.
«Stai facendo bene Marco, ma ci servi vivo.»
Marco ride: «Hai ragione, è che mi faccio prendere. Mi piace questo rapporto con i clienti e con gli autori. Spesso sono solo curiosi di sapere cosa succede dietro le quinte. Sai, “Nel Mondo del Monolito”.»
«E tu cosa racconti?»
«Oh, io dico che si lavora come matti, che ci sono grandi progetti e che il verbo del Monolito si diffonderà inarrestabile!»
«Cacchio, sei quasi più credente di me!»
Manda giù un lungo sorso di birra e sorride al diabolico strumm. Questi si alza e con sguardo sibillino aggiunge: «E se non esistesse e fosse come Babbo Natale?», quindi – senza attendere risposta – si dirige al bagno.
Quando torna, in minigonna mozzafiato, calze a rete e toppino, Marco ha lo sguardo fisso davanti a sé e il boccale ancora a mezza via tra la bocca e il tavolo.
Strumm si siede. «Giovine!» lo apostrofa e Marco si desta. «Ehm, mi scusi, ma il posto è occupato. Sono con un amico» aggiunge impacciato.
«Sveglia, sono sempre io.»
Marco strabuzza gli occhi. Non riesce a riconoscerlo e gli è infine chiaro come nei fumetti nessuno intuisca che Clark Kent e Superman sono la stessa persona.
«Dicevi sul serio?»
«Sul serio? Io non parlo mai sul serio.»
«Davvero?»
«Beh... No. Altrimenti avrei parlato sul serio proprio ora.»
Marco ha lo sguardo sempre più confuso.
«ok, mi fermo, non vorrei provocarti un embolo.»
«Sai, quando parlavi del Monolito e Babbo Natale.»
«Ah, quello. Cosa vuoi sapere?»
«Io credo nel Monolito.»
«Mi rallegro.»
«Sto sbagliando?»
«No, se lo stessi facendo vorrebbe dire che abbiamo sbagliato noi a sceglierti.»
«Cioè: faccio bene a crederci?»
«È l’unico modo per svolgere il tuo lavoro.»
«Sì, credo anch’io.»
«Quindi esiste?»
«Claro que sì.»
«Meno male. Sai, per un attimo...»
«Hai temuto?»
«In effetti. Anche perché se non esistesse sarei costretto a chiedervi una sorta di compenso, insomma, un rimborso per il lavoro che svolgo. Sarebbe giusto.»
«Se non esistesse? Sì, in quel caso sarebbe giusto. Ma per fortuna esiste» conferma strumm, tamburellando piano sul tavolo.
«Già, per fortuna esiste!» Ha davvero lo sguardo sollevato, Marco, e riesce anche ad accettare senza problemi l’improvviso cambio di sesso di strumm. «Stiamo lavorando per lui. Ci ricompenserà!»
«Oh, puoi starne certo.» Poi gli strizza l’occhio: «Con me l’ha già fatto», aggiunge palpandosi il petto.
Marco deglutisce e distoglie lo sguardo. «Ehm, vedo.»
Il resto della serata trascorre parlando in modo semiserio di questioni segrete, dei sacri progetti del Monolito, insomma niente di cui voi, comuni mortali, potete essere messi a conoscenza in modo precipitoso. Slavi risponde anche a una strampalata telefonata del succitato Marco C. in cui lo sconsiglia di acquistare una compilation dei Darkness per rappresentare il rock moderno.
Si lasciano verso le due, dopo aver radunato alla meglio cartacce e borse di Marco e dopo che strumm gli ha dettato ex-novo le indicazioni per tornare verso l’albergo: un’altra pagina di schemi improbabili e riferimenti senza senso.
Marco sale sul suo trabiccolo e scompare zigzagando oltre l’incrocio. Strumm, prima di salire in sella alla sua moto, fa uno squillo a Bonfanti: «Ohi, sono io.»
«Cazzo, ma lo sai che ore sono?»
«Stavi mangiando?»
«Fottiti.»
«Slavi è appena andato a casa. O almeno, così crede lui.»
«Com’è andata?»
«Non credo che dovremo pagarlo per un altro annetto.»
«Ottimo. C’è altro?»
«Sì, mi si è sfilata una calza.»
«!@###!!!çç#!»
«Buonanotte anche a te. Saluta l’iguana.»


[Forse a breve qualche formidabile scatto della serata!]

 


martedì, 16 settembre 2008
Salve. Dove ci eravamo lasciati? Ah giusto, alla serata dell'Elf's Inn. In quella occasione vi ho parlato delle strade stregate di Sesto San Giovanni. Se andate sempre dritto, come vi ho consigliato, potreste riuscire a lasciare Sesto per inoltrarvi in quel di Milano. Le strade di Milano, al contrario di quelle di Sesto, non sono stregate, ma sono invase da centinaia, migliaia, milioni di automobili. In poche parole, a Milano c'è Traffico. Motivo per cui io, Ian Delacroix e l'emiurgico Luigi Acerbi giungiamo con appena mezzora di ritardo alla Casa dei Giochi in via Sant'Uguzzone, dove si svolge la due giorni del Memorial Gygax. Naturalmente, oltre al Traffico, le strade milanesi hanno anche un altro male: il Parcheggio. Dopo aver abbandonato le auto ad appena due isolati di distanza, raggiungiamo il ludico luogo, ove preparare lo stand dodicino.
Dopo un alacre lavoro (disponi il bancone, disponi i quadri archetipici di Diramazioni, disponi i libri, piega i volantini, studia i volantini) lo stand è bello che pronto. Eccovi delle immagini esplicative.

DSCF0525xii stand 2












Finalmente siamo pronti per diffondere il monolitico verbo. Luigi è preparatissimo, al contrario di me e Ian, che indugiamo sui volantini. Scambiamo anche due chiacchiere con gli organizzatori della Casa dei Giochi, beviamo una Coca-cola, fumiamo una sigaretta (n.d.r. Luigi e Ian non fumano e non hanno bevuto Coca-cola, sono io che ho usato il plurale maiestatis) e ci sediamo in attesa dei primi clienti. Alcuni si avvicinano, ci chiedono informazioni, finchè arriva Lei: la Prima Cliente Pagante.
Accarezza i libri dodicini, li soppesa, poi mitraglia Luigi di domande. Il mostro colorato para ogni colpo con sapienza, distillando risposte concise ma esaurienti, con un ghigno di superiorità. Ma ha sottovalutato la potenza della Prima Cliente Pagante, che contrattacca e cala l'asso di briscola.
Eccovi l'estratto dell'epico scontro.

L.=Luigi              PCP.=Prima Cliente Pagante              ndv.=nota del vampiro, ovvero io

PCP."Ma scrivi anche tu?"
L."Si si, anche io."
PCP."E in quali libri appari?"
L."Questo e... [ndv.= pausa di riflessione, Luigi sta già accusando i colpi della PCP] questo. Ci sono dei miei racconti."    [ndv.=Luigi ha indicato Tarot e i Corti.]
PCP."E a che pagina sono i tuoi racconti?"    [ndv.=punto, set e partita per la PCP.]
L.".................................................................................................."
[ndv.= io e Ian fatichiamo a trattenere le risate, mentre gli occhi di Luigi fissano il vuoto in cerca di un intervento divino]

Dopo essersi sbarazzata di Luigi, la Prima Cliente Pagante passa a Ian. Ma Ian è saggio e furbo e non si fa sorprendere.
Estratto dello scontro: Ian vs Prima Cliente Pagante.

I.=Ian              PCP.=Prima Cliente Pagante              ndv.=nota del vampiro, che sono sempre io

PCP."Anche tu scrivi?"
I."Si, scrivo anche io."
PCP."Che genere?"
I."Horror e fantastico."
PCP."E dove appari?"
I."Qui."    [ndv.=Ian indica Abattoir]
PCP."E i tuoi racconti a che pagina sono?"
[ndv.=Ian sorride come Paul Newman ne "Lo Spaccone" e poi risponde, assaporando il dolce frutto della vittoria]
I."Il libro è tutto mio."
[ndv.=Luigi assume un colorito verde. No, non è Bruce Banner che si è trasformato, è solo la bile che ha straripato]

Alla fine, la Prima Cliente Pagante, provata dal doppio duello, si convince e compra una copia di entrambi i libri. Ci abbandoniamo stremati sulle sedie per riprenderci. Eccovi delle foto che comprovano la fatica. Tengo a ricordare che Ian Delacroix è invisibile. Infatti Luigi è a sinistra, io al centro e Ian è seduto a destra.

Emiurgo e il VampiroEmiurgo e il Vampiro 2












Ormai, cari amici, si sono fatte le nove. I ragazzi della Casa dei Giochi ci informano che a breve giungeranno i partecipanti del gioco di ruolo sui vampiri. Effettivamente, poco dopo, arrivano persone agghindate in vampiresche vesti. Fanno un certo effetto e sicuramente fanno la loro sporca figura, specie le vampire, che sono tutte degli stacchi di figa mica da ridere. Sempre detto io che il genere pipistrellesco è il migliore. Ci viene anche offerto di partecipare al gioco di ruolo: Ian e Luigi accettano. Io rifiuto, la mia astuzia e la mia potenza farebbero terminare il gioco in un batter d'occhio, non voglio guastare la serata a tutta quella gente. Per questo mi sono sentito di declinare l'offerta, e non certo perchè dovevo andare a ballare in una discoteca di Bergamo (ok, una discoteca truzza, ma gli amici hanno insistito...).
A Ian e Luigi vengono dati dei depliant che dovrebbero esplicare la loro funzione nel gioco. Dopo aver letto, hanno capito solamente che sarebbero serviti da carne da macello per i giocatori esperti.
Sono le nove e mezza. Lo stand dodicino chiude ufficialmente. Siete preoccupati? Ma no, ne troverete un altro il 25 settembre, all'Elf's Inn di Sesto San Giovanni, in occasione di una nuova serata de Le XII e una Notte.
Ah, dimenticavo. Voci di corridoio affermano che XII lancerà a breve un calendario per camioniste.
Eccovi un'anteprima, in esclusiva per voi.

Emiurgo in posa

domenica, 07 settembre 2008
Ecco. Cosa è successo giovedì scorso all'Elf's Inn di Sesto San Giovanni? Semplice, una moltitudine di loschi e infidi personaggi ha tramato per la conquista del mondo intero, tra un ratto burger e una birra, tra riti esoterici per evocare il Monolito e riti esoterici per debellare Silente dal pianeta.
Elenco dei sinistri partecipanti: me medesimo; cadoglio e consorte; alec valschi, senza concubine al seguito; mr. Echo e fidanzata, che sono gentilmente passati a prendermi; Luca Ducceschi, curatore della raccolta Polpa e Colpa (cui sto facendo pubblicità occulta); Emiurgo e i suoi occhiali da sole; melantropo, cui ho concesso di guidare la mia poderosa Tigra per andare a raccattare Silente e fidanzata; Ian Delacroix e Zefiro Mesvell; Elvezio Sciallis, ma probabilmente era un suo clone; By-Tor, l'unico che si è ricordato di portare la macchina fotografica.
Prima di raccontarvi le terribili cose che sono accadute, mi permetto di mostrarvi alcune foto.

Alec, Melantropo e CadoglioMr.Echo e il Vampiro












Alec sorride mentre Luca trae forza dalla birraBy-Tor versione professore












Avete bisogno di tempo per metabolizzare questi scatti, me ne rendo conto. Ve ne proporrò altri, ancora più agghiaccianti, tra poco. La serata è iniziata maledicendo Silente. Il fellone ha osato preferire un concerto degli Haggard al Rolling Stone alla nostra compagnia, ma questo non gli ha impedito di chiederci di andarlo a prendere. In fondo, però, l'orso bavoso è una sorta di mascotte e gli vogliamo bene. Siamo andati a prenderlo verso mezzanotte, ma riempiendolo di insulti affinchè non capisse che gli vogliamo bene. Ma di questo parleremo dopo. La combriccola si è riunita intorno alle 22:30, con appena un'oretta di ritardo rispetto a quanto programmato. Questo perchè le strade di Sesto sono stregate, avendo la capacità di far girare a zonzo i malcapitati che vi si addentrano e di far spegnere i motori delle automobili degli appena citati malcapitati. Alla fine, però, l'Elfo ha inesorabilmente subìto la colonizzazione dodicina. Si è parlato di Altalene, di progetti segretissimi, di modi di gabbare i capouffici/caporeparti durante l'orario lavorativo, di candele (aborrite dal clone di Elvezio) e altre cose indicibili. Offiziato anche un rito per l'evocazione del potente Monolito, come documentano le foto qui sotto.

ltotem
















Tra un lazzo e l'altro, giunge l'ora di andare a ricuperare Silente. I valorosi prescelti sono me stesso, Emiurgo e Melantropo. Nel frattempo, abbandonano la compagnia mr. Echo e fidanzata, Ian, Zefiro, Alec e Luca. Ufficialmente, perchè è tardi. Ufficiosamente, per non incontrare Silente. Comunque. L'operazione di recupero si rivela difficoltosa non appena la poderosa Tigra abbandona Milano per rituffarsi nelle strade stregate di Sesto. (voci incontrollate affermano che per muoversi a Sesto basta andare sempre dritti...) Dopo aver sbagliato strada varie volte, si arriva all'Elfo: Emiurgo e Silente escono dalla Tigra col fisico a pezzi. Il mostro colorato ha un campionario di bernoccoli in testa, mentre l'orso bavoso necessita di una schiena nuova. Cadoglio, intanto, si lamenta del fatto che ha aspettato un'ora abbondante solo per dire "ciao" a Silente. In condizioni normali sarebbe andato via, ma ribadisco che Sesto San Giovanni ha influssi malefici.
Avete superato lo shock delle prime foto? Bene, eccovene altre.

il clone di Elvezioloschi personaggi












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Dopo aver detto "ciao" a Silente, la compagnia si scioglie definitivamente. Ma non preoccupatevi, si ricomporrà presto: il 25 settembre, all'Elf's Inn, avrà luogo una serata ufficiale dodicina (di cui daremo informazioni a breve). Naturalmente siete tutti invitati. Munitevi di amuleti per contrastare gli influssi negativi di Sesto. Oppure andate sempre dritti. ;)

domenica, 31 agosto 2008
Pare di sì.
Dopo la pausa estiva, ripartiamo a organizzare cose per incontrare voi - feccia illetterata - e darvi saggio di superna prosa e mirabile interpretazione scenica d'essa in quelle auree serate che abbiamo battezzato in sherazadiana memoria Le XII e una Notte. E a uscirne, quindi, tutti quanti pregni di rinnovati spirito e ispirazione - nonché ubriachi come Hancock.
(Certo, a parte David e io, che essendo assai superiori a piaceri imi come questo non usiamo crogiolarci nei fumi dell'alcol - ma è tanto divertente osservare voi grossolani beoni).
Dicevo. vampiro
Le XII e una Notte. Ecco: se tutto viene confermato, il 25 settembre avrà luogo una di tali leggiadre serate presso l'Elf's Inn di Sesto san Giovanni. Il gestore in effetti ancora non lo sa, ma domani gli mandiamo il Vampiro a parlarci. Il Vampiro è uno che è bravo a convincere la gente. Basta guardarlo in faccia, qui a destra.
Quindi: ci vediamo il 25. Ma non è tutto.
Abbiamo pensato bene, infusi di saggezza dal Monolito, di organizzare per l'occasione anche una graziosa Edizione Speciale di USAM, che vedrà il vincitore premiato durante la serata - un po' come alla notte degli Oscar, ma molto più figo - e il suo racconto e i racconti finalisti divenire materia prima per letture sceniche.
Inoltre ci saranno dei premi extra per il vincitore.
Poi, adesso vediamo se si riesce a incastrarci coi tempi, potrebbe anche essere che durante la stessa serata venga presentata la raccolta Polpa e Colpa, appena uscita per mano di un gruppo di osceni personaggi di cui molti legati all'universo dodicino o telanerino (come quasi tutti gli osceni personaggi in circolazione, del resto), e di cui presto avremo modo di parlare.
Ma ora non vi dico troppo. Ho creato la suspense e adesso vi attaccate.

lunedì, 21 luglio 2008
Ieri una massa di strani personaggi invadeva (questo uso dell'imperfetto fa un po' tardottocentesco, un po' verista e un po' Carabiniere/Militare, starò sull'ultimo per coerenza con il concetto di invasione) gli Uffici Monolitici alle ore milleduecento.
Si trattava di Alec Valsecchi, Vampiro, Alberto Priora, Fabrizio Vercelli, Luigi Acerbi e David Zeta Jones Melantropo Riva.
Dopo esserci vicendevolmente ripresi dallo shock di cotante e cotali apparizioni mistiche, ci dirigevamo verso la Sacra Pietra. La Pietra dai poteri mistici, arcani, e cerulei, che da anni ormai incommensurabili ospita - opportunamente resa incandescente da un foco - le più clamorose cibarie. Intanto Valentina si univa all'allegra brigata.
Nell'attesa che gli atesini cilindretti di carne e i coloriti peperoni belli grossetti raggiungessero uno stato opportuno di cottura, attaccavamo alcuni dei sacchetti di patatine, schiacciatine, cosine, reduci dalla spesa di 50 euro di snack operata da Vampiro, Silente e Mr. Echo in occasione del XII + LTN Party del 12 luglio.
Tu, caro lettore, non puoi immaginare quante siano 50 euro di patatine et similia. Non lo immaginavo nemmeno io, che per fortuna dispongo di un armadio a muro capiente.
Comunque sto valutando se inserire delle patatine come premi per i prossimi concorsi di XII.
Dopo aver affrontato patatine, schiacciatine alla pizza con wurstel (ottimo), peperoni, e soavissimi e inalterabili  - eccellenti - baci dorati condotti seco da Fabrizio da Tortona (adattissimi in campagna, ai bagni, o in viaggio, nonché come regalo), ci dirigevamo presso gli Uffici.
Ivi, ci si dilettava con il giuoco della elle - di cui già ebbi modo di enarrare in occasione della nostra visita a Fidenza. Giuoco di carte dalle regole assai complesse.
Nella particolare variante intrapresa ieri - mentre una teglia di tiramisù percorreva il perimetro del tavolo (io, disonesto, intaccavo parte della slide destinata all'utente successivo) - si giocava a soldi. La moneta, ovviamente, erano i Silente, le banconote stampate sempre in occasione della festa del XII.
Riuscivo a guadagnare qualche lunghezza sugli altri, verso metà partita, fondando una casa editrice a pagamento e mettendo online un bando ingannevole. Ovviamente tutti decidevano di pubblicare con me. Purtroppo però, anche se avevo incassato bene, poi c'era sempre da pagare la recensione su La Tela Nera a Alec, l'immancabile prefazione di Alberto Priora, e altri ammenicoli. Quando arrivava il conto del macero per la distruzione delle copie invendute (tutte) erano dolori. Per fortuna entravo in società con Alessio.
E per fortuna riuscivo a convincere gli autori a sborsare ulteriori danari per coprire le spese di macerazione (il macero era di Fabrizio) e per pagare la fattura del tipografo e i resi delle librerie - perché, checcazzo, sarà pure colpa loro se il libro non ha venduto. Mica mia.
Dopo la realizzazione di alcuni film con Will Smith, un traffico illecito di cocaina gestito da Luigi (io finivo in ospedale e pubblicavo pagandomi un libro sulla mia terribile esperienza), l'assunzione del canguro - sulla cui testa il Vampiro aveva posto una taglia, che era stato assassinato e ora è revenant - come sicario per fermare l'ascesa politica di Alberto, sostenuta dalla mia casa editrice a pagamento che distribuiva a tutte le famiglie italiane una rivista con la sua biografia, il controspionaggio operato dal soldato-bottiglia corrotto da Valentina, che riusciva a fermare il canguro, e la pubblicazione (con recensione su La Tela Nera e prefazione di Alberto Priora, e film derivato, con Will Smith - un flop) del romanzo sulla vita del canguro, abbiamo deciso che eravamo tutti pari e allora abbiamo parlato di lavoro.
Potremmo pubblicarlo, in effetti, un gioco di ruolo dell'Editoria; venderebbe un casino.
Con recensione su La Tela Nera e prefazione di Alberto Priora.
Però dovremmo pubblicarlo a pagamento.
canguri o wurstel?foto by By-Tor

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