Telefonate, sms, cenni di assenso, mail, scambi telepatici e piccioni viaggiatori dicono che, alle ore 17.30, la combriccola formata da me medesimo, Gelostellato, Mister Echo e il Vampiro si ritroverà a casa di quest’ultimo, per non meglio precisate Cose Da Fare.
Alle ore 17, Gelostellato arriva a Vicenza Ovest, parlando di code,incidenti, terremoti e invasioni aliene come scuse per il ritardo. Saliti in macchina, le gentili indicazioni di Roberto, il satellitare di Gelo, ci permettono prima di tornare sulla strada giusta ogni volta che l’orgoglio maschile decide di fare di testa sua, e poi di raggiungere Sesto S.Giovanni con un ritardo maschilmente accettabile, quantificato in sessantotto minuti esatti.

Il Vampiro e me
Lo scopo della nostra vita, a questo punto, per merito di una tempestiva e benvoluta telefonata di Elena Lo, è procacciare gustose leccornie e sfizi invitanti per la serata. Ma man mano che il carrello al supermercato si riempe di patatine, pop corn, salatini e tonnellate di bocconcini poco adatti a riempire lo stomaco, sfumano i sogni di costate, tagliate, pizze e altre libidinose magie culinarie che il buon Valsecchio ci ha insegnato a venerare.
Cinquanta euro e dieci minuti di risate della commessa dopo, il Vampiro ci lascia perché si è improvvisamente ricordato di aver lasciato Marica incatenata in cantina, e così l’armata barbarica lombardo-triveneta ora formata da Mister Echo, Gelostellato e me medismo, seguendo diligentemente i preziosi consigli di Roberto, giungie vittoriosa a Palazzo Granaio con un invidiabile score di dodici vecchiete investite su dodici.

Gelo e il Vampiro
Ci si intrattiene maledicendo il Vampiro per la cena immaginaria che ha implicitamente promesso.
Dom, Daniele, Valentina, Emiurgo, Melantropo, Elena e addirittura uno dei volti di Strumm ci accolgono con sentimenti ed emozioni che il nostro stomaco non è in grado di codificare. Mister Echo ha già assaggiato con gusto la porta in legno, mentre Gelostellato adocchia minacciosamente il cosciotto di pollo che cammina che poi scopriamo essere Bukoso, così si decide per una ritirata strategica prima che il cannibalismo diventi il leit motiv della serata.
Ci si intrattiene maledicendo il Vampiro per la cena immaginaria che ha implicitamente promesso.
Al ristorante si incontrano, rispettivamente e in rigoroso ordine di voracità famelica, il Kick giunto da lontano, Simona, il Valsecchio e soprattutto By-Tor e Davide Cassia, che ridono malignamente mentre, sui loro piatti, si accumulano ossa di costata. Emotivamente abbattuto per la cena ancora lontana e per l’impossibilità di agganaciare un tavolo al già consistente gruppo di affamati, lo squadrone lombardo-triveneto ripieghiega su un tavolino in disparte, dove presto viene raggiunto da Enea di Horror Magazine e dal Grande Antico Andrea Bonazzi, che si scopre aver pettinato meticolosamente tutti i tentacoli.
Si discute di argomenti nerd come il film di Ken il guerriero e i capezzoli di Rhona Mitra in Doomsday, si prende saltuariamente fiato grazie alla simbiosi comica del duo Gelo-Mister Echo che deride ignari vicini di ristorante, e si attende in maniera frenetica l’inizio della serata. Quando arrivano le cibarie, lo squadrone, ora comprensivo anche del termine ‘ligure’, perde ogni parvenza umana.
Ci si intrattiene maledicendo il Vampiro, così, per puro spirito ricreativo. Spirito che perdura anche quando il Vampiro stesso si presenta al cospetto di cinque persone che schiumano bava dalle fauci. L’esercito ligure-lombardo-triveneto si trattiene giusto per conoscere Marica/Claire/Domit. Ma è solo un istante: la bionda marchigiana viene travolta per permettere alle tagliate di non rimanere troppo a lungo nel piatto.
La serata giunge, preceduta da un violento uragano che, si dice, sia stato causato dall’urlo della folla in delirio al momento dell’arrivo del sottoscritto.

Gelo, By-Tor e me
Ivi, misteriose entità musicali sprigionano note e distorsioni a volumi che l’udito umano non può tollerare, e la serata diventa presto un’occasione significativa per testare le capacità delle corde vocali dei presenti, intenti a discutere di non meglio precisati argomenti artistici, culturali e, nel caso del Vampiro, dell’importanza fondamentale all’umanità della corsa dei tori a Pamplona.
Si stringono le mani e si strappano baci sulle guance a tutte le altre belle facce che completano la cricca della serata: Ian e Mesvell, che poi svaniscono come una fantasmagoria di pierrot burattini; Ark e i tanto ostentati ma mai mostrati strumenti chirurgichi; Jakken-che-si-pronuncia-Giacchen; Alberto Priora in rigorosa tenuta denim & leather; il Vinch e i suoi amici che fingevano di volergli bene ma in realtà meditavano furia omicida; Valchiria e la sua amica Alessandra, che permettono ora allo squadrone veneto di sfidare numericamente quello lombardo.
Le premiazioni dei concorsi LTN/XII e la presentazione de L’altalena possono essere riassunti dalle seguenti foto di impagabile qualità artistica:
Alec, Cadoglio e By-Tor
Emiurgo e Mel, mentre quest’ultimo viene insignito del titolo di Sergente Monolitico O Qualcosa Del Genere.
«Comprate questo cazzo di libro!»
Terminate le chiacchiere, la lucidità, la cognizione del tempo, ma non le patatine, il supergruppo lombardo-triveneto, composto ora da Mister Echo, Gelostellato, Valchiria, Alessandra e me medesimo, continua a emettere suoni dalla bocca fino alle quattro di mattina, nel tentativo di analizzare la cultura sociale della piazzetta adiacente Palazzo Granaio, corrompere Valchiria per ottenere la vittoria all’Horror T-Shirt, e fingere di essere delle persone dotate di cervello.

Valchiria & friends
Poi nonostante l’insistenza di Gelostellato per trovare un locale aperto in cui farsi l’ennesimo bicchierino, cala il sipario, con conseguente promessa di replicare la meravigliosa serata al più presto.
Si riapre saltuariamente, durante il tragitto di ritorno verso casa del Vampiro, per permettere a me medesimo di artigliare il sedile del passeggero mentre Gelostellato finge di essere sobrio.
Al primo raggio di sole della mattinata, il Vinch irrompe in casa Vampirica suonando con insistenza il campanello. Prontamente, in novantadue minutti esatti, io e Gelostellato siamo in piedi, sbadiglianti e nuvolosi, ansiosi di ripartire verso l’est.

Vinch, Gelo e me medesimo