
Dov'eravamo rimasti? Ah, già, alla
cosa cupa e incombente su Creta, per
Minotauri a Cnosso? (2/2)
È il 1979. Peter Warren, dell’Università di Bristol, sta effettuando degli scav
i presso una grande casa presso Cnosso.
Nei sotterranei dell’edificio, il ricercatore si imbatte in una grande anfora. All’interno, terra bruciata, resti di molluschi commestibili, gusci di lumaca, e tre ossa umane. Una di queste – una vertebra cervicale – porta evidenti segni trasversali di taglio.
Lo studioso è confuso, ma procede con le ricerche.
E stavolta si trova in una sala che non ha nulla da invidiare allo scenario di un film horror: la Stanza delle Ossa dei Bambini, così si vede costretto a chiamarla lo stesso Warren. 251 ossa animali sono ammassate insieme a 371 umane. Le ricostruzioni dimostrano che appartengono a almeno 4 diversi individui, tutti bambini. Su 79 di esse appaiono segni di taglio, simili a quelli già osservati, effettuati con una lama sottile.
Altre 54 ossa, 8 delle quali incise, e anch’esse appartenenti a fanciulli vengono trovate nel resto dell’abitazione.
Ora. Che significava tutto ciò?
I Cretesi non erano gli amanti dei fiori, gli oziosi filosofi e artisti?
In alcune culture dell’Età del Bronzo, compresa quella minoica, è noto l’uso di una doppia sepoltura, fece notare l’archeologo Dennis Hughes. I corpi venivano disseppelliti dopo la decomposizione, e riseppelliti.
Forse, le ossa venivano ripulite dai resti organici prima che venisse officiato il secondo rito. Ma qui, si ammette Hughes, tracce di riti funebri non ce ne sono proprio: le ossa sono ammassate insieme a quelle degli animali, stipate come avanzi nelle anfore. Nulla fa pensare a un qualche rituale religioso.
Addirittura, in altre culture, i corpi venivano anche deliberatamente smembrati prima della sepoltura: forse, qui era stato fatto qualcosa del genere, e il rito non era stato poi officiato?
Se già l’ipotesi pare vacillante, l’intervento dell’osteologo Louis Binford la rende sottile come un capello: i tagli non sono stati eseguiti in
corrispondenza di giunture o estremità – come sarebbe opportuno fare quando si vuole smembrare un corpo – e non c’è traccia di tagli longitudinali, come è indispensabile se si vuole procedere a una scarnificazione sistematica.
Non pare quindi che si possano legare questi tagli a un qualsivoglia rituale di sepoltura: la soluzione è una, dice Binford: si tratta dei resti di pasti.
Anche in questo caso, non si tratta com’è ovvio di una certezza, intendiamoci, ma è l’ipotesi nettamente più probabile. Se le ossa fossero appartenute a animali, per intenderci, anche il più accanito difensore della “Creta pacifica” non avrebbe avuto alcuna esitazione a catalogarle come resti di un pranzo.
Erano dunque quelle stesse signore eleganti, che dopo aver goduto del profumo dei loro fiori cenavano con le carni di giovinetti ateniesi? È possibile. Erano quei signori tanto abili nella pittura i veri minotauri? Probabile.
O forse, semplicemente, c’era davvero un labirinto, e un semidio-toro all’interno – e quelle anfore altro non contengono se non i resti dei doni che gli venivano offerti per placarlo?
Anche questa volta è un
mistero per me per primo l'argomento della prossima puntata.
Intanto, fate un giro nell'
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