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venerdì, 02 maggio 2008
punto interrogativo logoDov'eravamo rimasti? Ah, già, alla cosa cupa e incombente su Creta, per

Minotauri a Cnosso? (2/2)

È il 1979. Peter Warren, dell’Università di Bristol, sta effettuando degli scavanfora minoicai presso una grande casa presso Cnosso.
Nei sotterranei dell’edificio, il ricercatore si imbatte in una grande anfora. All’interno, terra bruciata, resti di molluschi commestibili, gusci di lumaca, e tre ossa umane. Una di queste – una vertebra cervicale – porta evidenti segni trasversali di taglio.
Lo studioso è confuso, ma procede con le ricerche.
E stavolta si trova in una sala che non ha nulla da invidiare allo scenario di un film horror: la Stanza delle Ossa dei Bambini, così si vede costretto a chiamarla lo stesso Warren. 251 ossa animali sono ammassate insieme a 371 umane. Le ricostruzioni dimostrano che appartengono a almeno 4 diversi individui, tutti bambini. Su 79 di esse appaiono segni di taglio, simili a quelli già osservati, effettuati con una lama sottile.
Altre 54 ossa, 8 delle quali incise, e anch’esse appartenenti a fanciulli vengono trovate nel resto dell’abitazione.

Ora. Che significava tutto ciò?
I Cretesi non erano gli amanti dei fiori, gli oziosi filosofi e artisti?
In alcune culture dell’Età del Bronzo, compresa quella minoica, è noto l’uso di una doppia sepoltura, fece notare l’archeologo Dennis Hughes. I corpi venivano disseppelliti dopo la decomposizione, e riseppelliti. palazzo cnossoForse, le ossa venivano ripulite dai resti organici prima che venisse officiato il secondo rito. Ma qui, si ammette Hughes, tracce di riti funebri non ce ne sono proprio: le ossa sono ammassate insieme a quelle degli animali, stipate come avanzi nelle anfore. Nulla fa pensare a un qualche rituale religioso.
Addirittura, in altre culture, i corpi venivano anche deliberatamente smembrati prima della sepoltura: forse, qui era stato fatto qualcosa del genere, e il rito non era stato poi officiato?
Se già l’ipotesi pare vacillante, l’intervento dell’osteologo Louis Binford la rende sottile come un capello: i tagli non sono stati eseguiti inteseo e il minotauro corrispondenza di giunture o estremità – come sarebbe opportuno fare quando si vuole smembrare un corpo – e non c’è traccia di tagli longitudinali, come è indispensabile se si vuole procedere a una scarnificazione sistematica.
Non pare quindi che si possano legare questi tagli a un qualsivoglia rituale di sepoltura: la soluzione è una, dice Binford: si tratta dei resti di pasti.
Anche in questo caso, non si tratta com’è ovvio di una certezza, intendiamoci, ma è l’ipotesi nettamente più probabile. Se le ossa fossero appartenute a animali, per intenderci, anche il più accanito difensore della “Creta pacifica” non avrebbe avuto alcuna esitazione a catalogarle come resti di un pranzo.

Erano dunque quelle stesse signore eleganti, che dopo aver goduto del profumo dei loro fiori cenavano con le carni di giovinetti ateniesi? È possibile. Erano quei signori tanto abili nella pittura i veri minotauri? Probabile.

O forse, semplicemente, c’era davvero un labirinto, e un semidio-toro all’interno – e quelle anfore altro non contengono se non i resti dei doni che gli venivano offerti per placarlo?



Anche questa volta è un mistero per me per primo l'argomento della prossima puntata.
Intanto, fate un giro nell'area di Punto Interrogativo su XII Forum, se volete discutere di Minotauri e quant'altro.


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